Il nuovo che avanza ….

Il nuovo che avanza!!!!!!
 
 
 
Cari amici del blog,
 
 
c’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi di antico….!!!!
 
Il nuovo che avanza ha radici antiche (vedere anni Trenta e dintorni)!!
 
Di che cosa stiamo parlando?
 
Ma è semplice:
 
è passata una proposta della LEGA che "impegna" il Governo a «rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione».
 
Lo scopo è quello di creare classi differenziate per gli alunni stranieri, di isolarli dalle classi normali e di emarginarli!!
 
Ecco l’articolo tratto dal sito www.unita.it
 

 

Scuola, classi separate per alunni stranieri

L’idea arriva dalla Lega: istituire «classi ponte con corsi di italiano per i piccoli immigrati che non superino prove e test di valutazione». E la Camera, dopo un acceso dibattito, ha approvato la mozione passata più con il nome di «classi ponte», ma come «classi di inserimento». Una variazione terminologica del politicamente corretto, spiegata dal vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, per «rendere più evidente l’obiettivo della proposta, ossia l’integrazione degli studenti». Ma dal Pd Piero Fassino replica duramente: «Una discriminazione abietta contro i bambini».

Il testo impegna il governo a «rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione». A chi non supera i test vengono messe a disposizione le «classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti».

Inoltre non vengono ammesse iscrizioni «nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole». Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate tutte le mozioni dell’opposizione

A tutte le Eleanor Rigby

Dedicato a tutte le Eleanor Rigby e a tutti i Padri McKenzie del mondo!!!
 
 
 
 

Traduzione Eleanor Rigby (dal sito: http://angolotesti.leonardo.it/traduzioni/B/traduzione_testo_canzone_tradotto_eleanor_rigby_beatles_the_1436.html)


Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole

Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole

Eleanor Rigby raccoglie il riso che è stato lanciato a un matrimonio.

Vive in un sogno.

Aspetta alla finestra, ha lo sguardo che di solito conserva in una brocca
dalla porta.

Per chi è?

Tutte quelle persone che restano da sole

Da dove vengono?

Tutte quelle persone che restano da sole

A che terra appartengono?

Padre McKenzie sta scrivendo un sermone che nessuno sentirà

Nessuno viene qui (vicino).

Guardalo lavorare. Rammenda i suoi calzini in una notte in cui non c’è
nessuno.

Cos’è che gli interessa?

Tutte quelle persone che restano da sole

Da dove vengono?

Tutte quelle persone che restano da sole

A che terra appartengono?

Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole

Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole

Eleanor Rigby è morta nella chiesa ed è stata sepolta in lungo con su
scritto il suo nome.

Nessuno è venuto (a vegliarla).

Padre McKenzie si pulisce le mani sporche mentre cammina vicino alla tomba.

Nessuno fu salvato.

Tutte quelle persone che restano da sole

Da dove vengono?

Tutte quelle persone che restano da sole

A che terra appartengono?

 
 
 
 

Scuola, facciamoci sentire… rialziamo finalmente la testa!!!

Scuola, facciamoci sentire!!
 
 
Rialziamo finalmente la testa!!!!

O ADESSO O MAI PIU’ !!!!!

chi vuole calpestare la dignità dei docenti,

chi vuole ripristinare l’anacronistica figura del maestro unico alle elementari solo per fare cassa, portando la scuola indietro di 50 anni,
chi vuole annichilire la scuola come servizio pubblico ed indebolire la ricerca scientifica ed universitaria,
chi vuole accorpare le classi di concorso,
chi vuole abrogare la salvaguardia della titolarità dell’insegnamento,
chi vuole togliere il posto di lavoro ai precari che da anni fanno supplenze,
chi vuole chiudere o accorpare le scuole al di sotto di 500 e poi di 300 e poi di 50 alunni, ostacolando il diritto allo studio di chi vive nelle zone più disagiate,
chi vuole precarizzare la didattica e l’insegnamento,
chi vuol penalizzare economicamente i lavoratori che si ammalano,
 
CHI ci accusa demagogicamente di essere fannulloni,
chi vuole impedire i trasferimenti ad eccezione di quelli dovuti a soprannumerarietà,
chi vuole trasformare le scuole pubbliche in fondazioni private… 

                              CHI

 
         vuole fare questo ed altro,
 
                     SAPPIA
 
                   che noi docenti non ci stiamo.
 
Soprattutto, ci chiediamo quali motivazioni così impellenti, quale terremoto, quale tzunami, quale pestilenza, e in quale campo di battaglia, possano aver indotto qualcuno ad adottare la decretazione d’urgenza per smantellare il servizio pubblico scolastico.

Avremmo preferito un dibattito approfondito tra le varie componenti del mondo della scuola!!

Per questo:

o adesso o mai più!!!

La politica fondata sulla logica della mannaia, sui tagli e sul progressivo smantellamento della scuola come servizio pubblico (accelerato con l’espediente della decretazione di urgenza) tocca trasversalmente tutti: alunni, famiglie, docenti, dirigenti e personale ata!!!!

Aderiamo compatti allo sciopero del 30 ottobre 2008 E PARTECIPIAMO CONVINTI ALLA MANIFESTAZIONE CHE SI SVOLGERA’ A ROMA!!!!

Il momento è drammaticamente serio se, per la prima volta nella storia d’Italia, tutti i sindacati hanno deciso di protestare unitariamente!!! 

 

Ecco il comunicato ufficiale dei sindacati della scuola

Documento unitario
Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams contestano e
contrastano gli interventi del Governo sulla scuola che si concretizzano in una manovra
indiscriminata di “tagli” al Comparto per quasi 8 miliardi di euro che destrutturano il nostro
sistema pubblico di istruzione e mettono a rischio il diritto allo studio e la qualità dell’offerta
formativa.
Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams denunciano che la
definizione del Piano è stata fatta in totale assenza di un reale confronto con le forze sociali
e con il mondo della scuola destinatario dei provvedimenti.
Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams ritengono necessaria
per il Paese una vera politica di innovazione del sistema scolastico che non può realizzarsi
con basse retribuzioni, riduzioni del tempo scuola e “tagli” indiscriminati di risorse umane e
finanziarie.
Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams rivendicano:
􀀹 la revisione del decreto-legge 137/2008, con abrogazione dell’articolo 4 che ripristina il
maestro unico e introduce l’orario di 24 ore settimanali nella scuola primaria;
􀀹 l’apertura di un tavolo negoziale con il Governo in merito al Piano Programmatico e ai
regolamenti attuativi di cui all’articolo 64 del decreto-legge 112/2008, per un reale
confronto finalizzato ad una vera riqualificazione della spesa, in grado di coniugare la
lotta agli sprechi e alle diseconomie con la garanzia del “giusto” tempo scuola per tutti
gli ordini e gradi, del diritto allo studio, della qualità dell’istruzione e della salvaguardia
della professionalità degli operatori della scuola;
􀀹 il rinnovo del contratto collettivo nazionale del Comparto e interventi fiscali a favore del
lavoro;
􀀹 il mantenimento delle prerogative contrattuali e garanzie contro le incursioni legislative
nella disciplina del rapporto di lavoro;
􀀹 garanzia di organici di istituto funzionali, stabili e pluriennali per il personale docente ed
ATA al fine di dare certezze al personale e continuità didattica ed organizzativa alle
scuole;
􀀹 tutele per il personale precario, anche intervenendo sul “turn over” e sul
pensionamento.
Roma, 9 ottobre 2008

Golden Slumbers War Movie

 
 
 
 
Golden Slumbers War Movie
 
(un video contro tutte le guerre con questa bellissima melodia dei Beatles come "sfondo" musicale)
 
Da vedere!!
 

La vendetta!!!

La vendetta!!!
 
 
 
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La vendetta di "qualcuno" sta per avere corso!!!
 
In realtà, non  si tratta di qualcuno in termini di persona, ma di qualcuno in senso "animalesco"!!!
 
Eh già!!
 
Allontanato dal proprio ambiente alcuni mesi fa e condotto presso persone fidate in campagna, ora questo qualcuno "animalesco" potrebbe consumare la sua vendetta!!
 
L’ambiente dal quale il "qualcuno" in questione era stato allontanato è ora "abitato" da alcuni ospiti assai poco graditi.
 
Espletati tutti i tentativi possibili e immaginabili, i proprietari di detto ambiente si stanno forse convincendo della opportunità di far tornare il "qualcuno" di cui sopra per allontanare gli ospiti indesiderati!
 
 
Se vi dico che il "qualcuno" di cui sopra è un gatto, credo che sarà facile capire chi sono gli ospiti poco graditi.
 
E così, il gatto che alcuni miei amici avevano allontanato (anche se per portarlo in campagna e all’aperto presso persone fidate) dovrà forse tornare "in patria", per combattere, come un novello "Sminteo", contro gli ospiti indesiderati!
 
 
Dunque, la vendetta del "qualcuno" di cui sopra sta per compiersi: come per una sorta di contrappasso dantesco, colui che era stato estromesso DEVE ora fare ritorno nel luogo da cui era stato estromesso!!!

V. Lat.

V.Lat.
 
CONSUMMATUM EST!!
 
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Le leggi delle dodici tavole

La seconda versione online
 
…. buona lettura a tutti gli interessati….!!!!!
 

Le leggi delle dodici tavole

 Essendo stata condotta male la guerra contro gli Equi, Lucio Quinzio Cincinnato, nominato dittatore dai Romani mentre era intento nella campagna al lavoro agricolo, fu (convocato per la guerra) chiamato a combattere. I nemici furono da lui sconfitti e (messi sotto il giogo) soggiogati. In seguito, fu ampliato il numero dei tribuni della plebe, sì da essere dieci. Poiché i Romani non avevano leggi scritte, furono inviati degli ambasciatori ad Atene, affinché esaminassero le leggi dei Greci. Dopo il loro ritorno a Roma, furono nominati i decemviri al posto dei consoli senza nessun altro magistrato, affinché fossero da loro preparate nuove leggi, trecentodue anni dopo (che Roma era stata fondata) la fondazione di Roma. Ai decemviri fu attribuit ogni potere. Essendo state da loro stabilite le nuove leggi, simili a quelle dei Greci, furono scritte su dieci tavole, che furono collocate nel tempio di Giove Capitolino affinché fossero scrupolosamente preservate in eterno.

Traduzione versione: “La seconda guerra punica” online!

 

Ecco la traduzione della versione sulla seconda guerra punica. A breve l’altra traduzione!

 

La seconda guerra punica

 

Annibale fu la causa della seconda guerra punica poiché aveva assediato Sagunto, città della Spagna alleata dei Romani. I Romani, avendo appreso dell’assedio di Sagunto, inviarono ambasciatori in Africa affinché il senato dei Cartaginesi ordinasse ad Annibale di non muovere guerra contro gli alleati del popolo romano. Intanto Annibale espugnò Sagunto con la forza e con (la fame) il blocco dei viveri. Avendo il senato romano inviato in Spagna Cornelio Scipione, Annibale superò i Pirenei e le Alpi per discendere in Italia. Qui, avendo sbaragliato più volte gli eserciti romani, avanzò con le sue truppe in Campania e sconfisse con una memorabile vittoria i Romani presso Canne. Infine, il senato romano inviò (parecchi eserciti) molte truppe in Africa (affinché espugnassero) per espugnare Cartagine. I Punici resistettero con vigore, ma alla fine dovettero chiedere la pace nel diciassettesimo anno dopo che Sagunto era stata espugnata da Annibale.

Traduzione versioni

Traduzione versioni
 
La seconda guerra punica
 
 
Le leggi delle dodici tavole
 
 
La seconda guerra punica
 
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Annibale…..

Tappa importante!

Una tappa molto importante, quella dei prossimi giorni!!!
 
 
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….Poi morì…. Benigni è un grande!!!!

….Poi morì….
 
 
 
Poi morì….
 
Di chi stiamo parlando?
 
 
 
Si fa presto a saperlo:
 
 
 
GENESI 5:3 Adamo aveva centotrenta anni quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e lo chiamò Set.

GENESI 5:4 Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:5 L’intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.

GENESI 5:6 Set aveva centocinque anni quando generò Enos;

GENESI 5:7 dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:8 L’intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì.

GENESI 5:9 Enos aveva novanta anni quando generò Kenan;

GENESI 5:10 Enos, dopo aver generato Kenan, visse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:11 L’intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì.

GENESI 5:12 Kenan aveva settanta anni quando generò Maalaleèl;

GENESI 5:13 Kenan dopo aver generato Maalaleèl visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:14 L’intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì.

GENESI 5:15 Maalaleèl aveva sessantacinque anni quando generò Iared;

GENESI 5:16 Maalaleèl dopo aver generato Iared, visse ancora ottocentotrenta anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:17 L’intera vita di Maalaleèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì.

GENESI 5:18 Iared aveva centosessantadue anni quando generò Enoch;

GENESI 5:19 Iared, dopo aver generato Enoch, visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:20 L’intera vita di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì.

GENESI 5:21 Enoch aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme.

GENESI 5:22 Enoch camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:23 L’intera vita di Enoch fu di trecentosessantacique anni.

GENESI 5:24 Poi Enoch cammino con Dio e non fu più perché Dio l’aveva preso.

GENESI 5:25 Matusalemme aveva centottantasette anni quando generò Lamech;

GENESI 5:26 Matusalemme, dopo aver generato Lamech, visse ancora settecentottantadue anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:27 L’intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì.

GENESI 5:28 Lamech aveva centottantadue anni quando generò un figlio

GENESI 5:29 e lo chiamò Noè, dicendo: «Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto».

GENESI 5:30 Lamech, dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque anni e generò figli e figlie.

GENESI 5:31 L’intera vita di Lamech fu di settecentosettantasette anni; poi morì.

GENESI 5:32 Noè aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam e Iafet.

 

Benigni è stato un grande anche nella lettura di questi passi della Bibbia!

 

Ecco il video

 

….cani famelici!

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……..
 
…………
 
 
Il  giorno della …..
 
 
verità!
 
…..  e  i cani famelici!!!!
 
"Un proposito stupido non solo è irrealizzabile, ma trascina anche i mortali alla rovina. Alcuni cani videro un pezzo di cuoio tenuto sommerso nel fiume. Per poterlo estrarre e mangiarlo comodamente, si misero a sorbire l’acqua, ma scoppiati, morirono prima di (toccare) ottenere quel che avevano desiderato".
 E’ proprio così: "il troppo stroppia", anzi stroppea!!!
Megli accontentarsi ed evitare gli eccessi.
 
Ecco il testo latino di questa favola di Fedro:
 
Stultum consilium non modo effectu caret,
sed ad perniciem quoque mortalis devocat.
Corium depressum in fluvio viderunt canes.
Id ut comesse extractum possent facilius,
aquam coeperunt ebibere; sed rupti prius
periere, quam quod petierant contingerent!!

You may say I’m a dreamer, ma non solo il solo….

You may say I’m a dreamer but I’m not the only one, I hope someday you’ll join us and the world will be as one!!!!!
 
 
 
 
 

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today… 

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace… 

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one 

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world… 

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Testo della canzone (traduzione italiana)

Immagina

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente… 

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione.
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace…

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero…

 

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

 
 
 
 

Tra alcuni giorni…

Tra alcuni giorni….
 
 
Tra alcuni giorni …. penso proprio che….
 
…..
 
…….
 
……..
 
andrò a fare una passeggiata nella nostra Capitale che un tempo fu Caput Mundi!!!
 
 
Sì, ci andrò tra alcuni giorni!!!

Nel regno dei Beatles

Nel regno dei Beatles: ad Abbey Road
 
 

    Il musicista ha scelto gli storici studi di registrazione londinesi

per presentare il suo nuovo lavoro realizzato sotto il nome di The Fireman

McCartney ad Abbey Road

con sir Paul nel regno dei Beatles

dal nostro inviato GINO CASTALDO

 

LONDRA – A ciascuno i suoi giochi. Lui ha scelto una brillante maschera, chiamata The fireman, il pompiere, proprio come nei desideri che si coltivano da bambini. Con questa sigla ha inciso due dischi (nel 1993 e nel 1998), bizzarri, sperimentali trance da discoteca senza parole, all’inizio anonimi, prima che si scoprisse che dietro la giocosa sigla c’era proprio lui l’ex beatle Paul McCartney, in compagnia di Youth, il bassista dei Killing Joke. Ora (il 17 novembre) il pompiere ritorna, con Electric arguments, e nemmeno tenta di dissimulare la paternità del lavoro, anche perché a differenza dei primi due, questo è un disco di canzoni, assurde, fantasiose, imprevedibili, ma tutte cantate dall’inconfondibile voce di Paul, che sembra tornato ai giorni felici della esplosiva creatività beatlesiana.

 

"Abbiamo inciso tredici canzoni in tredici giorni, nel mio studio nel Sussex" racconta Paul, "e la cosa straordinaria è che non avevamo nulla in mano, non mi era mai successo prima, quando andavo in studio avevo già le canzoni, i testi, i titoli, anche nelle precedenti esperienze Fireman era diverso, erano musiche trance da club a tarda notte, ma questa volta sono venute fuori canzoni".

 

L’incontro, manco a dirlo, avviene negli studi di Abbey road, praticamente la sua seconda casa, e infatti McCartney bacia con affetto l’anziana vivandiera che porta caffè e biscotti, come una persona di famiglia. Studi che ancora trasudano i suoni dei Beatles e dei Pink Floyd, un luogo che è allo stesso tempo attivo e funzionante e anche un monumento alla musica del Novecento: con le famose strisce pedonali della copertina di Abbey Road costantemente attraversate da turisti che si fotografano e il muretto di ingresso coperto da graffiti, messaggi e firme dei fan provenienti da ogni parte del mondo.

 

In un piccolo studio ("Se non ricordo male venni proprio qui a incidere da solo Why don’t we do it in the road?", ricorda Paul) giusto di fronte alla grande sala dove i Beatles registrarono Sgt. Pepper, ascoltiamo il disco e aspettiamo l’arrivo della star. Sir Paul sembra in ottima forma, asciutto, spiritoso, saluta il piccolo gruppo di giornalisti arrivati da tutta Europa con una minuscola armonica a bocca. "Sono riuscito ad attirare la vostra attenzione?".

 

Ben oltre i 64 anni posti da lui stesso come limite dell’orizzonte pensionistico, Macca si diverte a giocare con la musica, a sperimentare in libertà. "È una bella sensazione arrivare in studio senza avere nulla in mano, avevamo libri di poesie, prendevo un’idea qua e là, avete presente quello che faceva Burroughs? Il cut up. Provavamo una frase finché non ci piaceva, ogni mattina ci incontravamo senza sapere cosa sarebbe successo, e questo è decisamente eccitante, è stata un’improvvisazione totale". È strano che un signore che non ha più nulla da chiedere al successo si metta così a rischio: "Lo dicevo sempre a Youth: potrebbe essere un errore, potrebbe distruggere la mia intera carriera, ma lui mi diceva non preoccuparti, va tutto bene, e così ci siamo divertiti a esplorare zone di fantasia, con una libertà che normalmente non si prova quando si è in studio". È evidente che il vecchio diavoletto della fantasia beatlesiana non si è mai spento del tutto.

 

L’incontro, che doveva risolversi in un semplice saluto, diventa una densa chiacchierata su tanti argomenti. La pace? Su questo Paul McCartney ha molto da dire: "La musica veicola sempre lo stesso messaggio, fa bene all’anima di qualsiasi genere si tratti: canzoni d’amore, classica, rock. Se la gente gridava di cacciare Nixon dalla Casa Bianca forse non aveva un effetto concreto, ma se milioni di persone cantano Give peace a chance questo muove qualcosa. Lo abbiamo fatto in Israele: magari non cambia il mondo, ma è meglio che non fare niente. Prendete We shall overcome: è stato un pezzo fondamentale. Ricordo sempre quello che mi disse mio padre quando ero ragazzo. Io dicevo: forse la gente non vuole davvero la pace. E lui rispondeva: tutti vogliono la pace, dovunque, sono i leader a non volerla. Credo sia vero, l’ho visto in Isreale, sono stato anche in Palestina, è dovunque così. Ho trovato un’ottima organizzazione chiamata "One voice", fatta da israelinai e palestinesi, sono giovani, loro dicono che la maggior parte della gente è moderata, vuole solo una vita migliore per le proprie famiglie". A proposito di Israele, il concerto è stato come sistemare una vecchia questione rimasta aperta. "Da Liverpool a Betlemme. Certo. Sì, ora si sono scusati. All’epoca non vollero che suonassimo in Israele perché dicevano che avremmo corrotto la gioventù israeliana: una bizzarria ragionare in questi termini dei Beatles, ma andò proprio così. Noi eravamo giovani, molto impegnati, andavamo velocissimi, e così ci dicemmo: non si può? Bene, dove suoniamo domani? Per questo ho aperto il concerto dicendo: "Sono qui per corrompervi!"". Squilla il suo cellulare: "Scusa cara, sono davanti a una folla di giornalisti, ti chiamo dopo, è meglio". Ma nessuno ha il coraggio di chiedere chi sia dall’altra parte del telefono: forse una delle figlie, forse la sua nuova fidanzata, chissà.

 

A qualcuno sembra strano che uno come lui si metta in gioco insieme a un tipo come Youth, un brillante ma poco conosciuto membro dei Killing Joke: "Mi fido di lui, e questo è importante quando si lavora in una zona a rischio elevato. Il fatto di lavorare nell’idea di un disco dei Fireman mi ha messo nella condizione di sentirmi più libero, anche dall’immagine che il nome McCartney porta con sé, come se fossi mascherato. Provavo un giro di basso, molto semplice, poi facevo varianti, e piano piano trovavamo il punto. Rispetto al passato questa volta ho aggiunto un accordo qua e là e tutto cambiava, ci piaceva, all’inizio era come la musica indiana, tutto su un solo accordo, poi abbiamo cercato dell’altro, in un pezzo abbiamo addirittura messo quattro accordi, alla fine sono canzoni e quindi questo può essere più facilmente riconoscibile come un disco di McCartney".

 

Il clima dei brani è surreale: strati sovrapposti, fughe sperimentali, suoni, uccelli e campanelli, momenti onirici alla Pink Floyd, ma in fondo non è molto diverso da quello che facevano i Beatles. "È vero. Ma è ancora più vicino a quello che ho fatto nei primi due dischi da solista, anche lì suonavo io tutti gli strumenti. In questo campo posso fare tutto quello che voglio. In realtà non ho bisogno di collaborare con altri, mi piace farlo". Ci sono altri artisti con cui le piacerebbe collaborare? "In giro c’è gente molto interessante. Per esempio Bob Dylan, magari non funzionerebbe, chi può dirlo, non ne abbiamo mai parlato, ma le cose accadono, non devono essere forzate, pensate: magari chiamo Bob è gli dico, vuoi scrivere con me? E lui: no! Potrebbe succedere". Alla fine del disco, una traccia nascosta spinge verso suoni puramente sperimentali, ma alla fine si sente distintamente una frase registrata al rovescio. Cosa dice, Paul? "Oh non so, non ricordo neanche", dice, ma gli occhi lampeggiano di furbizia. Come ai vecchi tempi, McCartney sa perfettamente che ora i fan si accaniranno a cercare il significato recondito della frase. Un nuovo piccolo mistero beatlesiano.

 

(10 ottobre 2008)