8 marzo

La festa dell’ 8 marzo ha radici antiche, come spiega bene questo piccolo articolo preso dal sito della sezione toscana di un’ importante organizzazione sindacale:
 

Perché l’8 marzo?

Probabilmente la scelta di questa data risale all’8 marzo 1848, quando le lavoratrici dell’industria dell’abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne, la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Ma sulla scelta della data vennero fuori leggende dal sapore tragico:
Il 7 marzo 1952 il settimanale bolognese La Lotta scrive che l’8 marzo vuol ricordare l’episodio dell’incendio scoppiato quel giorno in una fabbrica tessile di New York in cui morirono, chiuse dentro dall’interno per volere del padrone, perché minacciavano di scioperare, 129 giovani operaie.
Il Secolo XIX di Genova nel 1978 riporta l’episodio come avvenuto a Chicago in una filanda. La Repubblica nel 1980 parla di un incendio a Boston, datato 1898. Stampa Sera nel 1981 situa l’incendio ai primi del ‘900, in un luogo imprecisato degli Stati Uniti. Lo stesso anno L’Avvenire parla di 19 operaie morte. Noi Donne nel 1982 parla di Boston e di 19 operaie morte; anno 1908, stesso anno e stesso numero di vittime nel sito SpazioDonna, la città è però Cotton.
Sul sito Internet della Città di Bari viene descritto un incendio scoppiato il 25 marzo 1911 negli ultimi tre piani dell’Asch Building a Manhattan, dove delle operaie confezionavano camicette. Quando il tragico rogo fu domato si contarono 146 vittime, di cui la stragrande maggioranza donne, quasi tutte di nazionalità italiana o di origine ebraica. New York rimase sconvolta da quella tragedia e proclamò un’adunata generale dei lavoratori per seguire il corteo funebre di sette vittime non identificate.
Sulla stampa statunitense fino al 1908 nessuna Verità storica della misteriosa origine dell’8 marzo: l’incendio risulta mai accaduto. Alla stessa conclusione giungono Tilde Capomazza e Marisa Ombra nel loro 8 marzo – Storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna, frutto di meticolose e appassionate ricerche.

 

Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutte le donne.

 

(p.s.: ma ci sarà una festa anche per noi uomini?)

 
 

Test di Storia

Test di Storia:
 
tutto è stato predisposto.
 
Se si farà il test lunedì, sarà sul programma che va dalla preistoria a Filippo il Macedone compreso…
 
Se si farà….!
 
Si potrebbe non fare, però potrebbe anche essere fatto!!
 
Sicura, invece, la versione di greco.
 
Ci aggiorniamo!

ore 1.43: è finita per oggi

 
E’ finita…. per oggi!
 
Sono quasi le due di notte di sabato 8 marzo. La giornata, iniziata ieri mattina, venerdì 7 marzo alle 6.30, si conclude, dopo un congruo numero di ore passate al computer per la programmazione di attività scolastiche extracurricolari.
 
Alcune volte penso: "ma chi mi ha cecato?", "chi me l’ha fatto fare?".
 
Poi, però, a lavoro almeno in parte ultimato, c’è la soddisfazione di aver già sbrigato  una piccola parte delle incombenze e…. ciò potrebbe anche essere sufficiente ad iniettare un po’ di entusiasmo in più per il tanto che ancora resta da fare già da domani!
 
D’altra parte, una vecchia concezione della scuola e della figura del docente va superata, in favore di una scuola aperta ed attenta alle esigenze del territorio, delle famiglie e degli alunni.
 
E’ faticoso acquisire questa nuova visione della scuola, ma forse è doveroso!
 
Buona notte a tutti
cogitoergosum

indovinelli III

 
 
 
 
1) Inizia quando il caldo forte termina,
    quando il forte caldo ha inizio, finisce.
    Voi conoscete bene questa parola:
 
    la risposta esatta è _____________________
 
 
2) Una è d’argento, e l’altro è d’ oro.
Dimmi tu  chi son costoro.
Quando lei viene, va via l’altro.
Non lo sai? Sei poco scaltro!
Ti dirò che una fa rima con fortuna. _______________________
 
 
 
3) Se pareba boves
alba pratalia araba
albo versorio teneba
negro semen seminaba."

o in italiano

"Faceva avanzare i buoi
arava bianchi prati
usava un bianco aratro
spargeva un seme nero." Che cos’è?

 
______________________________
 
 
Un po’ di tempo fa la frutta costava moltissimo: in quale epoca?

 

Che cosa fanno 12 esquimesi insieme?

 

 

Questa è cattiva:

 

Che differenza c’è stata, la settimana scorsa, tra la Juventus, l’Inter e un dentifricio?

 

Nessuna: erano tutti e tre per..denti!!!

 

 

 

 

cogito ergo sum: penso, dunque sono. Cartesio diceva

Omaggio all’autentico COGITO ERGO SUM
 
 

Preambolo: la necessità di una revisione critica del sapere

(da "http://www.forma-mentis.net/Filosofia/Cartesio.html)

 

Il problema della ricerca filosofica cartesiana è la definizione di un nuovo metodo di ricerca e di indagine che sia il più possibile obbiettivo e certo, in grado di non commettere più errori. Le recenti rivoluzioni scientifiche avevano imposto la necessità di trovare un nuovo metodo di indagine che non fosse quello aristotelico, un metodo che si adattasse ai bisogni della scienza moderna, più rigorosa e sperimentale. Per questo Cartesio viene riconosciuto tra i fondatori della filosofia moderna, da Cartesio parte infatti quella critica dei metodi di indagine classici (propri della scienza e della filosofia greca e aristotelica), dalla quale si intende partire per rifondare la scienza, nel suo significato forte di tecnica che ricerca il vero e l’incontrovertibile.

 

Troppi errori, ad esempio, erano stati commessi da Aristotele e dai suoi successori in ambito fisico-cosmologico, come attestano scienziati moderni quali Copernico, Keplero, Galileo e Newton, si impose quindi la necessità di iniziare una critica della stessa filosofia, per accertare quali fossero stati gli errori di metodo che portarono alla formulazione di tesi sbagliate.

 

 

2. Le quattro regole del metodo

 

Cartesio formula così le regole del metodo di indagine moderno, un metodo che avrebbe dovuto portare la filosofia a non incorrere più in quei procedimenti sbagliati che avevano portato in errore certa filosofia classica:

 

1. La prima regola è l’evidenza: ovvero non si può accettare nulla che non abbia il carattere della chiarezza e della distinzione. E’ chiaro ciò che è evidente, la presenza e il manifestarsi della cosa stessa; è distinto ciò che non si confonde con le altre cose;

 

2. La seconda regola è l’analisi: il problema da affrontare non va affrontato nella sua intierezza ma scomposto prima nelle parti più semplici;

 

3. La terza regola è la sintesi: il problema scomposto nella sue parti semplici va ricostruito a partire da questi dati, una volta siano stati accettati e provati corrispondenti alla realtà in modo certo e incontrovertibile;

 

4. La quarta regola è l’enumerazione e revisione: ovvero la verifica dell’affermazione, una regola prudenziale che impone l’esigenza di rivedere ogni fase del processo critico in modo da eliminare eventuali errori residui.

 

 

3. ‘Cogito ergo sum’: il ‘cogito’ cartesiano

 

In relazione alla prima regola del metodo, Cartesio si trova davanti un problema tra i più complessi: quali aspetti del mondo si possono considerare chiari e distinti in modo da prenderli a modello come origine di tutti i passaggi successivi?

 

Cartesio afferma che occorre dubitare di tutto ciò che non è percepito come chiaro e distinto, quindi non può nemmeno fare affidamento sui sensi e sulle percezioni sensibili, in quanto nulla prova che le nostre percezioni siano realmente corripondenti alla realtà (Cartesio afferma che "non vi sono indizi concludenti né segni abbastanza certi per cui sia possibile distinguere nettamente la veglia dal sonno"), né esiste prova certa riguardo alle regole matematiche e della geometria (Cartesio ipotizza un Dio talmente onnipotente da essere un dio ingannatore, un dio che ci inganna volutamente su quelle conoscenze che riteniemo più sicure e universali). Tale atteggiamento di critica radicale alla corretta corrispondenza tra realtà e pensiero viene definito dubbio iperbolico.

 

Cosa resiste, allora, a questa critica radicale? La risposta di Cartesio è che l’unico aspetto della realtà che viene percepito indubbiamente in modo chiaro e distinto è il pensiero entro il quale il dubbio viene espresso: l’esistenza incontrovertibile di tale pensiero permette di affermare quindi cogito ergo sum (penso dunque sono). Il pensiero (cogito) è quell’entità minima che resiste al dubbio iperbolico e dalla quale si può partire per iniziare ogni ragionamento successivo.

 

Mentre tutta la filosofia antica e premoderna aveva considerato un punto fermo l’esistenza indipendente del mondo, aveva dato cioè per scontanto che il mondo esiste indipendentemente dagli uomini e dalle loro coscienze (tesi che si definisce "realismo"), con Cartesio, e la sua riflessione sul cogito, si inaugura per la prima volta l’atteggiamento per cui si inizia a porsi come problema il reale rapporto di corrispondenza che intercorre tra il mondo e il contenuto del pensiero.

 

"Nella prospettiva realistica, gli enti della natura e, una volta prodotti, anche i manufatti dell’uomo, esistono anche senza il pensiero: sono cose extrasoggettive. La filosofia monderna mostra invece che non solo i nostri stati inerti, psichici, ma anche gli oggetti esterni, la terra, gli alberi, il cielo, gli astri e tutti gli enti della natura sono dei pensati." (E. Severino, La filosofia moderna).

 

 

 

4. I tre generi di idee e l’esistenza provata di Dio

 

Le idee sono il contenuto immediato del pensiero, esse si dividono in tre generi: idee innate, idee avventizie e idee fattizie.

 

Le idee innate sono quelle idee che sono presenti nell’uomo fin dalla nascita, esse sono verità in qualche modo impresse nel pensiero stesso e alle quali ogni uomo non può sottrarsi;

 

Le idee avventizie provengono dal mondo esterno al pensiero, dal mondo in cui il pensiero agisce, dal mondo della natura fisica e della percezione sensoriale.

 

Le idee fattizie sono tutte quelle idee false che non hanno nessun riscontro con la realtà delle cose, sono le idee appartenenti alla fantasia e alla falsificazione, inventate dal soggetto pensante.

 

Ora, Cartesio si pone il problema dell’idea di Dio: questa idea sembra avere in sé il carattere della perfezione assoluta come già aveva affermato Sant’Anselmo. L’uomo è di per sé imperfetto, malgrado ciò nel suo pensiero alberga l’idea di un essere perfettissimo, ciò dimostra come questa idea gli provenga da un essere più perfetto di lui. Si noti comunque come Cartesio dubiti originariamente dell’esistenza di Dio, antecedendo alla Sua esistenza necessaria la certezza del cogito (tale procedimento trovera la sua critica nella filosofia di Spinoza).

 

 

L’esistenza di un Dio perfetto e infinito si rivela nell’esistenza delle idee innate, in quanto non può derivare né dalle idee avventizie (che hanno in sé i limiti della natura finita) né tantomeno dalle idee fattizie (le quali sono inventante dall’uomo, imperfetto e finito per natura). La definizione di Dio come essere perfettissimo, eterno e immutabile implica l’impossibilità stessa di una nozione prodotta dall’imperfezione e dall’instabilità umana. Ciò che produce un’idea che ha in se il concetto di perfezione deve necessariamente essere perfetto, il solo pensare l’assoluta perfezione divina implica perciò la reale esistenza di Dio.

 

Se Dio esiste, perfetto e infinito ("sostanza infinita, eterna, immutabile, onnisciente, onnipotente, e dalla quale io stesso, e tutte le altre cose… siamo stati creati e prodotti"), deve avere in sé anche la qualità di non essere un Dio ingannatore, in quanto essere benevolo: Dio non ci vuole ingannare, gli assiomi della matematica, della fisica e della geometria sono sicuri e incontrovertibili come sembrano, da ciò ne deriva che oltre al pensiero esiste anche la materia.

 

Con la dimostrazione del Dio benevolo e non ingannatore, dunque, Cartesio riesce a dimostrare anche la reale esistenza del mondo materiale, nonché la validità delle leggi matematiche e geometriche che sono espresse dal mondo stesso. La dimostrazione di Dio avviene grazie alla gerarchia della cause, per cui un ente finito e imperfetto (l’uomo che dubita, ossia che "non è in grado di sapere ogni cosa") non può produrre l’idea innata di un ente infinito e perfetto (Dio onnipotente, "che tutto sa"). ll fatto poi che l’idea di Dio come essere perfetto può essere presente nell’uomo solo come idea innata (si veda il perché due paragrafi sopra) garantisce che tale idea è stata impressa nella mente dell’uomo, di tutti gli uomini, da Dio stesso: solo Egli è in grado di creare nella mente di tutti gli uomini una stessa idea. Ed ecco che Dio esiste.

 

 

5. ‘Res cogitans’ e ‘Res extensa’

 

Una volta provata l’esistenza anche della materia, oltre che del cogito, Cartesio divide la realtà in due sostanze distinte:

 

Res cogitans (=cosa pensante), il cogito, il pensiero, ciò che produce le idee, ovvero il contenuto del pensato. La res cogitans è inestesa, ovvero è priva di dimensione spaziale e temporale, non occupa uno spazio definito e non vive un tempo determinato, è dimensione spirituale infinita, senza limiti; sostanza soggettiva. Il pensiero ha la proprietà di avere coscienza di sé.

 

Res extensa (=cosa estesa), il mondo materiale, finito, determinato, entro il quale i corpi e gli oggetti occupano un certo spazio e vivono una certa temporalità; sostanza oggettiva. Le cose estese hanno la proprietà di non essere consapevoli di sé e di sottostare alla meccanica della rapporto causa/effetto.

 

Per Cartesio anima e corpo (ovvero res cogitans e res extensa) sono due realtà (o due sostanze) ben distinte, le quali trovano però un punto di incontro nella ghiandola pineale. E’ questa ghiandola che permette alla materia di influire sullo spirito: qualsiasi sensazione fisica passa da questa ghiandola per trasmettersi allo spirito. La ghiandola pineale è quindi l’organo esteso che permette alla sostanza inestesa di penetrare nei corpi e ai corpi di dialogare con la sostanza inestesa.

 

 

6. Il corpo è una macchina

 

Per Cartesio l’anima è la res cogitans, ovvero il cogito, il pensiero. Tutto ciò che non è pensiero, compreso il corpo umano e compresa la vitalità stessa che lo anima, è un fatto puramente meccanico. Affascinato dalla nascente scienza meccanica, Cartesio definisce il corpo umano come una macchina estremamente raffinata, un congegno meccanico le cui giunture e i cui movimenti sono paragonabili e riconduciblii ai sistemi idraulici, il cervello un quadro di comando (Cartesio come teorizzatore della robotica?).

 

Questa visione estremamente meccanicistica del corpo umano porta alla conseguenza che la vita stessa contenuta nei corpi non è altro che una conseguenza di cause meccaniche e che ciò che muove i corpi è indipendente dall’anima, l’anima non è la vita, la vità è conseguenza delle propietà meccaniche dei corpi.

 

 

 

7. La geometria euclidea come modello conoscitivo

 

La deduzione, ovvero il fare derivare razionalmente da assunti indiscutibilmente certi la verità, è il metodo logico da seguire nell’analisi. Ecco allora che il metodo dell’indagine deve prendere a modello la geometria euclidea, la quale, da cinque soli assunti indiscutibili, fa derivare una quantità esponenziale di teoremi.

 

Il problema fondamentale è allora trovare dei postulati di partenza certi dai quali dedurre le conclusioni. In particolare le conclusioni vanno raggiunte attraverso una catena ininterrotta di inferenze (passaggi logici) seguendo il modello della geometria, la quale perviene a conclusioni semplici malgrado la lunghezza di certe catene logiche.

 

Da qui si può capire il problema fondamentale della filosofia di Cartesio, ovvero l’impegno di cercare basi solide, chiare e distinte, sulle quali costruire tutto il successivo edificio filosofico.

 

 

8. Le regole della morale provvisoria

 

 

Per ciò che riguarda la morale, Cartesio distingue le azioni dalle affezioni: Le prime sono gli atti volontari, le seconde i comportamenti dettati dai sensi e dalle emozioni, atti involontari. La saggezza (come già per i filosofi ellenici) deriverebbe dal non lasciarsi sopraffare dalle affezioni, non tanto perchè siano nocive, ma poiché non permettono una analisi oggettiva delle cose e del mondo.

 

Tuttavia vi sono alcune regole, che Cartesio chiama regole della morale provvisoria, che possono bastare per vivere una vita moderata e saggia:

 

1. L’obbedienza alle leggi e ai costumi del paese in cui si vive;

2. Il perseverare nelle azione che un uomo ritiene indubbiamente valide;

3. Cambiare se stessi e non il mondo, tentare di vincere le proprie paure e non la fortuna;

4. Indagare il vero, sempre e con metodo.

 

 

Compendio della filosofia cartesiana (da Wikipedia)

La finalità della filosofia di Cartesio è la ricerca della verità attraverso la filosofia, intesa come uno strumento di miglioramento della vita dell’uomo: perseguendo questa via il filosofo intende ricostruire l’edificio del sapere, fondare la scienza

Cartesio ritiene che criterio basilare della verità sia l’evidenza, cioè appare semplicemente e indiscutibilmente certo, mediante l’intuito. Il problema nasce nell’individuazione dell’evidenza, che si traduce nella ricerca di ciò che non può essere soggetto al dubbio. Pertanto, dacché la realtà tangibile può essere ingannevole in quanto soggetta alla percezione sensibile (dubbio metodico e al contempo anche la matematica e la geometria (discipline che esulano dal mondo sensibile) si rivelano fasulle nel momento in cui si ammette la possibilità che un’entità superiore (colui che Cartesio soprannomina genio maligno) faccia apparire come reale ciò che non lo è (dubbio iperbolico), l’unica certezza che resta all’uomo è che, per lo meno, dubitando, l’uomo è sicuro di esistere. L’uomo riscopre la sua esistenza nell’esercizio del dubbio. Cogito ergo sum: dal momento che è propria dell’uomo la facoltà di dubitare, l’uomo esiste.

Partendo dalla certezza di sé, Cartesio arriva, formulando tre prove ontologiche , alla certezza dell’esistenza di Dio. Dio, che nella concezione cartesiana è bene e pertanto non può ingannare la sua creazione (l’uomo), si rende garante del metodo, permettendo al filosofo di procedere alla creazione dell’edificio del sapere. Le maggiori critiche ricevute da Cartesio furono apportate da Pascal (che gli rimprovera di sfruttare Dio per dare un tocco al mondo) e da alcuni suoi avversatori contemporanei, che lo accusarono di essere caduto in una trappola solipsistica (assimilabile ad un circolo vizioso): Cartesio teorizza Dio per garantirsi quei criteri di verità che gli sono serviti a dimostrare l’esistenza di Dio.

DECISO

PER LUNEDì TUTTO DECISO E QUASI TUTTO PRONTO

Ed è subito….lunedì!!!

Buonasera a tutti!!
 
 
 
Una lunga pausa si prospetta, finalmente, dopo una settimana che, anche se breve, è stata comunque abbastanza stancante.
 
Pausa si fa per dire, dal momento che devono proseguire gli adempimenti degli impegni pomeridiani e già fervono i preparativi per le nuove  "concomitanze scolastiche" che impegneranno molte persone già a partire da lunedì mattina, "concomitanze" potranno essere più agevolmente affrontate con le "poche ed irrisorie" incombenze assegnate oggi.
 
Ancora qualche ora ed è (sigh!!) subito … lunedì!!
 
 
 
 
 
 
 

Il buongiorno si vede dal mattino?

Giornata grigia e fredda: se il buongiorno si vede dal mattino….!
 
Comunque, sopita la stanchezza del giorno precedente con il riposo della notte, ci accingiamo ad affrontare una nuova lunga e faticosa giornata.
 
 
 
Buon venerdì a tutti!!!
 
E, in attesa della nuova grande partita DI CAMPIONATO, AUDAX  FORTUNA  JUVENTUS!!!
 
 
 

Buona notte

Buona notte e sogni d’oro!!
A domani!
 
cogitoergosum

Indovinelli demenziali, ma simpatici

Indovinate un po’:
 
1) Un imperatore scuro scuro, vissuto nel I secolo D.C. . Chi era?
 
 
2) Cesare li combatté senza entrare in nessun pollaio! A chi ci riferiamo?
 
3) Perché la luna è così pallida? ….
 
 
4) ORA ti dico, se tu ben intendi….
 
 
5) Ha le braccia ma non le mani, ha il collo ma non la 
    testa…..cos’è?
 
 
 
 

Esempio da seguire? Giudicate voi

Un ragazzo olandese, Yde Van Deutelkom, ha trovato modo piuttosto più comodo per fare soldi.
 
Quale?
 
E’ semplice, dormendo!
 
Attraverso una webcam collegata al suo sito, è visibile sul suo blog e ogni contatto gli procura dei soldi per la pubblicità prodotta ai gestori del servizio a cui appartiene il suo sito.
 
Certo, è un modo semplice semplice di fare soldi, il giovane olandese si alza ogni tanto solo per mangiare e per andare in bagno. Ma che sfizio c’è a farsi vedere mentre si dorme e, magari, mentre si russa?
 
Quello di arricchirsi dormendo sarà anche un modo semplice per fare soldi, ma non ci sembra il migliore.
 
Comunque, a questo punto, non ci resta che augurargli letteralmente:
 
 SOGNI D’ORO!!!!
 
 

Comunque

Cmq, nel caso di interrogazioni, ci affideremo alla sorte!!

Le trame per domani…. interr…..

"Trame" per domani:
 
trame per domani? Niente di particolare, anche perché potrebbe non esserci neanche la forza di "tramare" (potrebbe non esserci, ma potrebbe anche esserci!).
 
Direi, comunque, di mantenere ancora un po’ di spannung fino a domani mattina.
 
Però, è probabile che ci saranno delle interrogazioni a tappeto generali e/o individuali. L’importante è aver studiato!!
 
 
Vedremo quello che accadrà.
 
 

Giornata lunga

Si è conclusa una lunga giornata di lavoro, durata ben 8 ore!!
 
 
Ma il bello deve ancora venire, non siamo che all’inizio!!
 
 
E, pensando all’estate, non resta che pianificare per domani e per i prossimi giorni che già si preannunciano intensi e pieni di lavori orali, ma soprattutto scritti. E già penso alla montagna di carte da scrivere e da far scrivere!!
 
Ma tutto questo da domani (forse)!
 
 
 
 
 

Un marine bastardo

Non inserisco qui il video che ho visto per ovvi motivi, ma da quelle immagini di guerra si vedeva un marine statunitense alzare in braccio un piccolo cane meticcio e buttarlo in un burrone, UCCIDENDOLO SENZA ALCUN MOTIVO.
 
 
 
NELLE IMMAGINI DEL VIDEO C’ERA UN BASTARDO:
SECONDO VOI CHI ERA IL BASTARDO IN QUESTIONE, IL CANE UCCISO O IL MARINE CHE LO HA UCCISO?
 
Comunque, sono azioni che suscitano profonda tristezza ed indignazione per come l’animo umano, a volte, possa essere così feroce e crudele!
 
Quello del soldato che uccide un cane per divertimento può senz’altro costituire un altro esempio di ciò che può essere definito "FECCIA DELL’UMANITA’ ".