imperatori romani seconda parte

 
Imperatori Romani, seconda parte (sempre dal sito di wikipedia)
Dominato
Imperatore

Nome e titolo

anno di nascita, periodo di regno

Note

La tetrarchia

Diocleziano

Gaio Aurelio Valerio Diocleziano

(Diocle)

Nato nel 243, regnò dal 20 novembre 284 al 1 maggio 305.

Tetrarchia di quattro imperatori:
augusti: Diocleziano per l’Oriente e Massimiano Erculio (cesare dal
285) per l’Occidente;
cesari: Galerio per l’Oriente e Costanzo Cloro per l’Occidente, (dal
293).
Diocleziano e Massimiano Erculio abdicano nel
305 e moriranno rispettivamente nel 313 e nel 310.
Usurpatori nelle
Gallie: Marco Aurelio Mausaio Carausio (287–293)
Lucio Domizio Domiziano(292)
Alletto (293-293.

Massimiano

Marco Aurelio Valerio Massimiano

Nato nel 250 circa, regnò dal 286 al 305.

Costanzo Cloro

Gaio Flavio Valerio Costanzo

Nato nel 250 circa, regnò dal 305 al 306.

Tetrarchia di quattro imperatori:

augusti: Galerio per l’Oriente e Costanzo Cloro per l’Occidente (cesari dal 293);
cesari: Massimino Daia per l’Oriente e Flavio Severo per l’occidente (dal 305).
Nel
306 si proclamano augusti Costantino I e Massenzio in Occidente.

Galerio

Gaio Valerio Galerio Massimiano

nato nel 250 (?), regnò dal 306 al 311.

Flavio Severo

Flavio Valerio Severo

Nato nel ?, regnò dal 306 al 307.

Cesare per l’Occidente dal 305; gli si oppongono Costantino I e Massenzio.

Massimino Daia

Galerio Valerio Massimino Daia

Nato nel ? , regnò dal 308 al 313.

Dal 308 regnarono insieme:

Galerio (cesare dal 293 e augusto per l’Oriente dal 305);
Licinio (augusto dal 308)
Massimino Daia (cesare per l’Oriente dal 305)
Costantino I (autoproclamatosi augusto nel 306).

Marco Aurelio Valerio Massenzio, autoproclamatosi augusto nel 306, ma mai riconosciuto, regnò fino al 312 su Italia e Africa.
Usurpatore in Africa:
Lucio Domizio Alessandro (308-310).

Licinio

Flavio Valerio Liciniano Licinio

Nato nel 250 (?), regnò dal 308 al 324.

Costantino I

Flavio Valerio Costantino

Nato nel 274, regnò dal 306 al 337.

La dinastia di Costantino

Costantino II

Flavio Claudio Giulio Costantino

Nato nel 316, regnò dal 337 al 340.

Regnano insieme Costantino II (Gallie), Costanzo II (in Oriente) e Costante (Italia e Africa).

Designato cesare Flavio Claudio Giulio Costanzo Gallo (351-354) e poi Giuliano (dal 355).
Usurpatori nelle Gallie: Flavio Magno
Magnenzio (350-353) e Magno Decenzio (351-353) e poi Claudio Silvano (355).
Usurpatore a Roma: Flavio Popilio
Nepoziano, imparentato con la famiglia di Costantino, si proclama augusto nel 350.
Usurpatore in
Illirico: Vetranione (350: si ritira e muore poi nel 356).

Costanzo II

Flavio Giulio Costanzo

Nato nel 317, regnò dal 337 al 361.

Costante I

Flavio Giulio Costante

Nato nel 321, regnò dal 337 al 350..

Giuliano

Flavio Claudio Giuliano (Giuliano l’Apostata)

Nato nel 331, regnò dal 360 al 363.

Nominato cesare dal 355.

…

Gioviano

Claudio Flavio Gioviano

Nato nel 331?, regnò dal 363 al 364.

Dinastia di Valentiniano e Teodosio

Valentiniano I

Flavio Valentiniano

Nato nel 321, regnò dal 364 al 375.

Regnano insieme:

Valentiniano I e Valente

364-367

Valentiniano I, Valente e Graziano (cesare)

367-375

Valente, Graziano e Valentiniano II

375-378

Graziano e Valentiniano II

378-379

Graziano, Valentiniano II e Teodosio I

379-383

Valentiniano II e Teodosio I

383-392

Teodosio I da solo

392-395

Valentiniano II regnò sotto la reggenza della madre Giustina. Usurpatore a Costantinopoli: Procopio (365-366).
Usurpatori nelle Gallie:
Magno Massimo (383-388) e Flavio Vittore (384-388).
Usurpatore in Italia:
Flavio Eugenio (392-394)

Valente

Flavio Valente

Nato nel 328 (?), regnò dal 364 al 378.

Graziano

Flavio Graziano

Nato nel 359, regnò dal 375 al 383

Valentiniano II

Flavio Valentiniano

Nato nel 371, regnò dal 375 al 392.

Teodosio I

Flavio Teodosio

Nato nel 346 (?), regnò dal 379 al 395.

Impero romano d’occidente

Onorio

Flavio Onorio

Nato nel 384, regnò dal 23 gennaio 393 (dal 395 come unico imperatore) al 15 agosto 423.

Imperatori d’Oriente contemporanei: Flavio Arcadio (395-408) e Teodosio II Calligrafo (408-450).

Parens e generale Stilicone (395-408).

Flavio Costanzo, marito di Galla Placidia, sorella di Onorio, è nominato augusto nel 421, ma muore poco dopo.

Usurpatori nelle Gallie: Costantino III (407-411), Costante II (409-411) Massimo (409-411 e forse morto nel 422), Giovino (411-413).
Usurpatore:
Prisco Attalo (nel 409-410 e nel 414-417) per opera di Alarico I.

Costanzo III

Flavio Costanzo

Regnò nel 421.

(interregno senza imperatori in occidente 423-425)

Giovanni Primicerio, eletto dal Senato a Roma e non riconosciuto dall’imperatore d’Oriente Teodosio II

Valentiniano III

Flavio Placido Valentiniano

Nato il 2 luglio 419, regnò dal 425 al 455.

Imperatori d’Oriente contemporanei: Teodosio II Calligrafo (408-450) e

Flavio Marciano (450-457).
Regna sotto la reggenza della madre
Galla Placidia fino al 437. Parens e generale Flavio Ezio (425-454).
Usurpatore in
Dalmazia: Marcellino (dal 454).

Petronio Massimo

Petronio Massimo

Nato nel 397, regnò nel 455.

Imperatore d’Oriente contemporaneo:Flavio Marciano (450-457).

Associato al potere il figlio Palladio

Avito

Flavio Eparchio Avito

Nato nel 395 circa, regnò dal 455 al 456.

Imperatore d’Oriente contemporaneo: Flavio Marciano (450-457).

Patrizio Ricimero (455-472).
Nel 456 viene deposto e diventa
vescovo di Piacenza.

Maggioriano

Giulio Valerio Maggioriano

Regnò dal 457 al 461.

Imperatore d’Oriente contemporaneo: Leone I (457-474)

Patrizio Ricimero (455-472).

Libio Severo

Libio Severo

Nato nel 420 circa, regnò dal 461 al 465.

(interregno senza imperatori in occidente 466–467)

Antemio

Procopio Antemio

Nato nel 420 circa, regnò dal 467 al 472.

Anicio Olibrio

Flavio Anicio Olibrio

Regnò nel 472.

Glicerio

Flavio Glicerio

Nato nel 420 circa, regnò dal 473 al 474.

Imperatore d’Oriente contemporaneo: Leone I il Grande (457-474).

Patrizio Gundobado
Glicerio viene deposto e diventa vescovo di Salona e poi di Miliano.

Giulio Nepote

Flavio Giulio Nepote

Nato nel 430 circa, regnò dal 474 al 475.

Imperatori d’Oriente contemporanei: Leone I il Grande (457-474), Leone II (474) e Zenone Isaurico (474-491).

Patrizio Oreste
Giulio Nepote si rifugia in Oriente e muore nel
480. Sebbene deposto, si ritiene il legittimo imperatore fino alla morte.

Romolo Augusto

Romolo Augusto

Nato nel 459, regnò dal 475 al 476.

Imperatore d’Oriente contemporaneo: Zenone Isaurico (474-491) con interruzione per il regno di Basilisco (475-476).

Patrizio Oreste
Romolo Augustolo viene deposto e confinato in Campania da
Odoacre, mentre l’Impero d’Oriente continuerà ad esistere ancora per circa 1000 anni.

La fine dell’impero Romano d’Occidente si fa coincidere tradizionalmente con la riconsegna delle insegne imperiali da parte di Odoacre all’imperatore d’Oriente Zenone, nel 476. Tuttavia va considerato che l’imperatore Giulio Nepote continuò a regnare sulla Dalmazia, considerandosi il legittimo imperatore d’Occidente fino alla sua morte nel 480, per cui secondo alcuni questa è la vera data della fine dell’impero.

A continuazione si veda: Imperatori bizantini, Re barbari di Roma.

DOMANI

PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE
DOMANI SI PORTA
LATINO GRAMMATICA
POI SI SPIEGHERA’ IN STORIA E LATINO CLASSICO
 
E GLI INTERESSATI VEDRANNO LE VERSIONI!!

Faccio una denuncia

DENUNCIA!!
 
 
AD EBOLI STA PRENDENDO PIEDE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E LE STRADE DELLA CITTA’ SONO EFFETTIVAMENTE PULITE.
 
NEL COMPLESSO, DUNQUE, LA RISPOSTA E LA SENSIBILITA’ DEI CITTADINI SONO STATE DAVVERO ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE.
 
TUTTAVIA, NON MANCANO GLI INCIVILI.
 
E COSI’, ALL’INGRESSO DELLA SALITA DI VIA SAN CATALDO, ACCANTO AL PRIMO CONTENITORE (QUELLO GIALLO) DEI RIFIUTI, GIACCIONO BUSTE DI SPAZZATURA "NON DIFFERENZIATA", COLME DI RIFIUTI MESCOLATI ALLA RINFUSA, ALL’INSEGNA DELLA PEGGIORE INCIVILTA’.
 
 
FATTA LA LEGGE, TROVATO L’INGANNO?
 
NON E’ DETTO, ANCHE PERCHE’, NEL COMPLESSO, LA RACCOLTA DIFFERENZIATA STA ANDANDO BENE QUI AD EBOLI, FORSE ANCHE MEGLIO CHE ALTROVE!
 
PERO’ SONO NECESSARI CONTROLLI  A  TAPPETO SUL TERRITORIO, ALTRIMENTI, CON IL BREVE VOLGERE DEL TEMPO, LA FETIDA INCIVILTA’ DI ALCUNI FINIRA’ CON IL PREVALERE!!

IN RELAZIONE A

IN RELAZIONE ALL’ARGOMENTO TRATTATO NEL POST QUI SOTTO RIPORTATO, MI VIENE IN MENTE UNA FRASE MOLTO ELOQUENTE:
 
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI!!
 
RAGAZZI, NON FACCIAMO DORMIRE LA NOSTRA COSCIENZA SU QUESTE COSE. SIAMO TUTTI VIGILI AFFINCHE’, NEL NOSTRO PICCOLO, POSSIAMO CONTRIBUIRE ALLA PROGRESSIVA MARGINALIZZAZIONE DI QUESTA TRAGICA PIEGA CHE STA ASSUMENDO LA SOCIETA’.
 
IN QUESTI CASI, A CHI "VUOL STARE SVEGLIO", NESSUNO OSI DIRE: "VAI A DORMIRE!!!".

Ben più grave!!

Ben più grave, molto più grave!!
 
Ricordate la vicenda del ragazzino di 14 anni a cui dei coetanei avevano cercato di incendiare i capelli?
 
Per quanto odiosa e brutta, sembrava una vicenda classificabile come bullismo, terribile e spietato, ma pur sempre un atto di bullismo!
 
 
SEMBRAVA!!
 
MA, IN REALTA’, DIETRO QUELLA VICENDA CI SAREBBE BEN ALTRO!
 
NEL PC E NEL CELLULARE DI UNO DEI RESPONSABILI SONO STATI RINVENUTI FILMATI ED IMMAGINI RELATIVI A SCENE INNEGGIANTI AL NEO FASCISMO, A MARCE MILITARI, A SIMBOLI NAZISTI.
 
ALLA VITTIMA, INOLTRE, SAREBBE STATA DISEGNATA ANCHE UNA SVASTICA SULLA FRONTE.
 
QUESTE ED ALTRE ANGHERIE PERPETRATE AI DANNI DEL PIU’ DEBOLE COSTITUIVANO UN RITUALE DI INIZIAZIONE AD UN GRUPPO DI ESTREMA DESTRA E COLPIVANO CHI NON ERA DEL "BRANCO".
 
 
STUPISCE DI PIU’ CHE QUESTI ATTI VENGANO COMPIUTI DA ADOLESCENTI DI 14 ANNI E, PARE, ANCHE DA RAGAZZE!
 
E’ IL SEGNO PIU’ GRAVE DELLA BARBARIE A CUI LA SOCIETA’ RISCHIA DI ARRIVARE. UNA SOCIETA’ NELLA QUALE IL VALORE DELLA VITA E DELLA CONVIVENZA CIVILE RISCHIA DI ESSERE MESSO SOTTO I PIEDI E TRAGICAMENTE CANCELLATO DA PERSONE FANATICHE E VIOLENTE!
 
C’ERA BEN ALTRO DIETRO QUEGLI ATTI DI BULLISMO A VITERBO.
 
C’ERA UNA PRECISA ORGANIZZAZIONE VIOLENTA LEGATA AD UN PASSATO CHE LA STORIA HA GIUSTAMENTE CONDANNATO, MA DEL QUALE CONTINUANO A MANIFESTARSI I PIU’ TERRIBILI ED ESTREMI RIGURGITI!!
 
 

tutti i vostri voti su internet!!!

Tutti i vostri voti su INTERNET!!! (magari insieme alle assenze!!)

Leggere qui, urgentissimo!!

 

Cari ragazzi, mi sa che metteremo tutti i vostri voti su Internet in modo da agevolare le vostre famiglie nella consultazione.

 

Di che sto parlando?

 

Leggete qui sotto. L’articolo è tratto dal sito:

http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/scuola_e_universita/servizi/pagellanuova/pagella-online/pagella-online.html

da repubblica.it

 

SCUOLA & GIOVANI

 

Lo annuncia il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta
Una rivoluzione che coinvolgerà circa 7 milioni di famiglie italiane

Va in pensione la pagella di carta
fra poco i voti saranno solo online

di SALVO INTRAVAIA

 

 

Sta per tramontare uno dei simboli della scuola italiana: la pagella. Lo ha annunciato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, al Forum della Pubblica amministrazione in corso a Roma. Un intervento nel quale ha spiegato come l’uso delle tecnologie e le innovazioni del prossimo futuro rivoluzioneranno la vita degli italiani. E ha dichiarato guerra alla cosiddetta documentazione cartacea, citando tra gli altri il caso delle pagelle scolastiche: secondo il ministro, "dovranno essere lette su internet. la carta deve sparire". Il tutto, entro un anno e mezzo, al massimo due. Brunetta segue la via britannica: lo scorso gennaio il governo di Londra ha annunciato l’intenzione di mettere in rete, entro il 2010, i voti di tutti gli alunni di Sua Maestà, per permettere ai genitori di seguire l’andamento scolastico dei figli.

Per quasi 7 milioni di famiglie italiane, abituate a controllare i risultati scolastici dei figli attraverso la pagella "di carta", si tratta di una rivoluzione. Alcune scuole italiane si sono già lanciate in esperienze simili, consentendo ai genitori di controllare l’andamento didattico dei figli per mezzo della Rete. I siti di alcune scuole permettono, a madri e padri muniti di password, di verificare voti e assenze dei figli. Ma la pagella è un atto formale di cui la scuola ancora non può sbarazzarsi. Cammina con l’alunno che si trasferisce da un istituto a un altro e, una volta compilata, firmata dal dirigente scolastico e timbrata, è difficile contraffarla.

Negli anni recenti, la tradizionale pagella ha già subito una serie di "attacchi". All’elementare e alla media, da tempo si presenta sotto forma di scheda con articolati giudizi. Niente più voti, insomma. E da qualche anno, ogni scuola media e elementare si confeziona la propria pagella in relazione al curriculum scolastico adottato dal Piano dell’offerta formativa: non è più il ministero della Pubblica istruzione a spedirla alle scuola. Solo alle superiori è ancora nella sua forma tradizionale: materie, voti e assenze.

Dopo gli hacker che hanno forzato il cervellone del ministero "prelevando" la somma di 13 milioni di euro e portandola con un click in Egitto, c’è da giurare che qualche studente "giamburrasca" si attrezzerà per manipolare voti e assenze per fare bella figura con i genitori.
(12 maggio 2008)

 

 

test sì, ma con sorpresa!!

Ah, dimenticavo: domani test, dunque, ma con… sorpresa!!
 
Sto quasi pensando di ideare qualcosa anche per la quinta!!
 
 

domani ci sarà….

vobis vehementer studendum est!!
 
Come già anticipato, infatti, domani nelle prime due ore ci sarà il test di latino e la versione di recupero sul primo quadrimestre, per chi deve recuperare.
 
All’ultima ora, invece, storia e classico congiuntamente!
 
 
Si conferma, dunque, quanto già detto stamattina.
 
 
estote parati!
 
 
p.s. bella la giornata trascorsa alla biblioteca comunale! Siete d’accordo?
 
Bravi anche i nostri "accompagnatori", quello rosso e quello più chiaro che, all’occorrenza, si sono dimostrati abili gestori del traffico!!
 
A più tardi per ulteriori chiarimenti!!

Ecce canis

 
 
Signori,
 
ecco a voi Maia
 
il siberian husky di famiglia.
 
 
 
 
 

il rischio

Il rischio
 
Ed ora il rischio è forte!!
 
C’è il rischio, infatti, che le vicende legate allo scontro tra Schifani e Travaglio costituiscano l’occasione per il PDL di azzerare i vertici RAI e di rimpiazzarli con persone tutte di centrodestra.
 
ED ORA IL CENTRO DESTRA VUOLE "MARCIARE" SULLA RAI!!!

Paolo e Francesca (Inf. canto V)

La Divina Commedia – Inferno: Canto V
Dante Alighieri

 

 

 Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia
e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte:
vanno a vicenda ciascuna al giudizio,
dicono e odono e poi son giù volte.

«O tu che vieni al doloroso ospizio»,
disse Minòs a me quando mi vide,
lasciando l’atto di cotanto offizio,

«guarda com’ entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!».
E ‘l duca mio a lui: «Perché pur gride?

Non impedir lo suo fatale andare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.

Io venni in loco d’ogne luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.

La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.

Quando giungon davanti a la ruina,
quivi le strida, il compianto, il lamento;
bestemmian quivi la virtù divina.

Intesi ch’a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
che la ragion sommettono al talento.

E come li stornei ne portan l’ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali

di qua, di là, di giù, di sù li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena.

E come i gru van cantando lor lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
così vid’ io venir, traendo guai,

ombre portate da la detta briga;
per ch’i’ dissi: «Maestro, chi son quelle
genti che l’aura nera sì gastiga?».

«La prima di color di cui novelle
tu vuo’ saper», mi disse quelli allotta,
«fu imperadrice di molte favelle.

A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
per tòrre il biasmo in che era condotta.

Ell’ è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ‘l Soldan corregge.

L’altra è colei che s’ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;
poi è Cleopatràs lussurïosa.

Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi ‘l grande Achille,
che con amore al fine combatteo.

Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,
ch’amor di nostra vita dipartille.

Poscia ch’io ebbi ‘l mio dottore udito
nomar le donne antiche e ‘ cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I’ cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ‘nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri».

Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».

Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s’altri nol niega!».

Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’ è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettüoso grido.

«O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand’ io intesi quell’ anime offense,
china’ il viso, e tanto il tenni basso,
fin che ‘l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».

E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ‘l tuo dottore.

Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’ io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

che ne pensate

che cosa pensate di MATERAZZI?
 
IO DICO CHE TUTTI POSSONO SBAGLIARE….

Un evento contingente…

Un evento contingente (intelligenti pauca) mi spinge a dire (modificando un celebre proverbio):
 
impara l’arte e non metterla da parte!!!

Oggi, 11 maggio, San Fabio e festa della mamma

Oggi, 11 maggio, è San Fabio ed è la festa della mamma.
 
Auguri a tutti coloro che si chiamano Fabio e auguri speciali a tutte le mamme!!

Settimana carica di verifiche…come evitare greco domani

Una settimana piena di verifiche, quella che si apre domani.
 
I tempi cominciano a stringere e gli adempimenti per la parte finale dell’anno si fanno più incalzanti.
 
 
Tra martedì e giovedì ci sarà la prova di latino per il recupero e il test di latino per tutti.
 
Domani interrogazione congiunta latino e storia e poi, se ci sono tutte le autorizzazioni, si va in biblioteca. Altrimenti…. anche interrogazione di greco!!
 
L’unico modo per rimandare a martedì greco è portare tutte le autorizzazioni!!